Colazione in Barattolo

A Livia

Pescara  25•03•2017

Me ne stavo lì seduta sulla pietra perfetta (quella liscia a forma di scalino), avevo appena gustato in tutta calma la mia colazione in barattolo, il sole era perfettamente allineato, un mare che mai era stato così bello. Io che questa volta ci avevo azzeccato e mi ero portata asciugamano, quaderno, matita, musica… Tutto perfetto insomma. Sulla passerella non veniva nessuno, il ragazzo che era rimasto tanto tempo a trastullarsi facendo flessioni di tanto in tanto se ne era andato e quella porzione di spiaggia era quasi deserta, tutti passavano oltre. Mentre io me ne rimanevo tranquilla a scrivere con un pacato Yann Tiersen nelle orecchie.

Una giornata perfetta! La migliore di tutte… A parte la sua.  Ah ah! Nel pieno di questo pensiero mi volto verso il mare aperto e vedo una canoa verde brillante che andava alla deriva, trasportata dolcemente da quel mare privo di onde, sbattendo senza forza sui frangiflutti a pelo d’acqua.  A bordo non sembrava esserci nessuno… non era lontana.  Poi guardo meglio e lui era lì spaparanzato, la nuca appoggiata sulle braccia piegate all’indietro, sotto il sole, in mezzo al mare.  E così mi è venuto in mente quel verso di Montale che dice “noi siamo della razza che resta a terra”.  Ma stranamente questa volta mi suonava più dolce del solito.

Lo guardavo arenarsi tra rocce invisibili e m’immaginavo la leggerezza dei sui pensieri.  Quasi lo vedevo: gli occhi socchiusi e un mezzo sorriso, la pelle arsa e segnata da quei solchi che ha sul viso la gente di mare.  I peli bianchi, arricciati sul petto scuro di sole.  Tanta vita lasciata andare al vento. Quel senso di completezza e disinteresse che, chi è più giovane, crede che abbiano i vecchi quando sanno che nulla può più farli soffrire.

Lo guardavo e guardavo il ciuffo di alghe tra le rocce appena sotto i miei piedi, mossi alla stessa maniera, e ho pensato “la vita non ci smuove più forte di così. Siamo noi ad affannarci, a correre, a volere risultati immediati. Tutto intorno a noi ha un ritmo così diverso…”

La sacralità di portare una vita in grembo, Livia mia, richiede nove mesi. Nove mesi dove il tuo corpo muterà non più di quello che è stato predisposto a fare; nove mesi in cui una parte di te si è generata e crescerà esattamente come qualsiasi altra cosa in te si genera, cresce e muta.  Tu hai corso, ti sei sentita persa, spaventata, disorganizzata, hai temuto di non farcela… E nel frattempo tutto procedeva esattamente come doveva; ignaro delle tue paure e convinto del suo straordinario potere di generare e rigenerare la vita.

Quell’alga che fluttuava impercettibilmente sotto il pelo dell’acqua è come quel bambino che porti dentro ed è il vecchio sulla canoa e sono io, in questo mare di pensieri.

Colazione in Barattolo

– un pieno di nutrienti prêt-à-porter

La colazione in barattolo è una soluzione pratica che ho adottato per caso. È anche molto scenografica (puoi vedere tutti gli strati che la compongono quasi fosse una sezione!), divertente da preparare e bella da vedere. La si può preparare la sera prima o rapidamente la mattina, afferrarla al volo e portarsela a fare un giro. Come dicevo, ho iniziato un po’ per caso. Mi capitava di dover uscire presto la mattina e di non aver fame, quella fame che poi però arrivava feroce poco più tardi; e di aver voglia di qualcosa di casalingo, preparato con cura e a modo mio. Così ho cominciato mettendo quello di cui avevo voglia in un barattolo di vetro, riavvitando bene il coperchio e  portandolo via con me.

Spesso basta mettere insieme un paio di cose: quello che si ha a disposizione in casa e una o due nozioni sulle proprietà nutrizionali di quello che mettiamo in bocca.

Stavolta avevo:

dello yogurt intero freschissimo fatto da un mio amico, una banana stramatura, come sempre in dispensa mandorle e fiocchi d’avena, un po’ di uva passa, un’avanzo di miele grezzone buonissimo riportatomi in dono dall’Albania (un “mille-fiori-selvatici” come piace dire a me) e un paio di kiwi di casa di “nonsochì” piccoli e dolci.

A questo punto basti sapere che:

lo yogurt oltre ad essere fresco e buonissimo è ricco di fermenti vivi utili al nostro intestino, le banane sono ricche di potassio, carboidrati complessi che forniscono tanta energia immediata e che più sono mature più sono zuccherine, quindi si possono usare in sostituzione dello zucchero, assieme a qualche acino di uva passa.  I fiocchi d’avena sono ricchi di ferro e manganese utili per le ossa, il fegato e la digestione in generale, sono noti inoltre per la loro capacità di riduzione del colesterolo nel sangue e hanno un basso contenuto di glutine, quindi sono facilmente digeribili. Il miele si sà, è dolce, profumato e molto molto nutriente, mentre i kiwi sono ricchissimi di vitamina C, utile sempre, non solo in inverno… Hanno tanti antiossidanti, minerali e favoriscono il transito intestinale. Le mandorle sono il top in tutti i sensi: sminuzzate grossolanamente e aggiunte alla fine, contengono un olio preziosissimo, tanta vitamina E contro i radicali liberi, magnesio e calcio che ci rafforzano e ci tirano sù; come anche le noci e gli anacardi contengono tante sostanze utili per l’organismo e bisognerebbe mangiarne una piccola quantità ogni giorno per goderne a pieno.

L’unica operazione “artificiosa” da me compiuta è stata quella di frullare insieme yogurt e banana, per addolcirlo ed ottenere una texture più liscia.

Quindi direi una colazione perfetta!

Godetevela

Farideh

By Farideh Fathi

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