Frittelle di Sambuco

C’è un momento a Primavera in cui nei tardo-pomeriggi assolati, quando un’aria gentile comincia ad alzarsi portando con sé il fresco dei fondovalle rimasti in ombra, si sparge un profumo dolce; un profumo particolare, che ristora i cuori di chi lo conosce. Non è un profumo qualsiasi. È un aroma fresco, vegetale e molto dolce.

Da lontano è facile scorgere nel verde rigoglioso, grandi cespugli, costellati di ampie chiazze bianche che sembrano spose in festa. Sono i cespugli di Sambuco (Sambucus nigra), tipico delle macchie e dei margini boschivi. Piante antiche, adoperate da sempre per ricavarne medicamenti, liquori e anche strumenti.

Spesso mi capita di dimenticarmene. Di sentirne il profumo mentre cammino e cercarne veloce con gli occhi una pianta nelle vicinanze. È sempre una gradita sorpresa quando, avvicinandomi, riesco a raccogliere qualche fiore più basso e stare a guardare i bombi che affondano goffi e pesanti in quel mare di stelline bianche.

Perché è così. I fiori di sambuco sembrano tante piccole stelle bianche, raccolte in una nuvola sospesa lassù in alto, con la faccia volta al sole ad ubriacare le api.

Se ne fanno sciroppi, cordiali, liquori. Ma poi quando ho sentito frittelle, mi si sono drizzate le antenne! Non so bene da dove derivi l’uso di farne frittelle, sicuramente da più a nord. Pare infatti che la tradizione voglia che i fiori vengano raccolti, pastellati e fritti nel giorno del Solstizio d’Estate, ma qui intorno per quel periodo i fiori sono belli che andati. Al loro posto in compenso ci sono le bacche, che giungono a maturazione per fine Luglio e diventano di un viola scuro e carico, che a prenderle segna le mani che restano così per giorni. Con le bacche si possono fare composte (spesso cotte nel vino), aromatizzare grappe e schiacciandole se ne può ricavare il succo. Il gusto è un po’ particolare in effetti, per alcuni può risultare poco gradevole, quindi meglio se addizionato ad altri sapori, così da poterne assumere le proprietà benefiche e antiossidanti (ma senza esagerare perché le bacche di sambuco hanno anche proprietà lassative!).

Ma tornando alle nostre frittelle di Sambuco (c’è anche la versione con i grappoli di fiori di acacia). Non è affascinante l’idea di mangiare dei fiori!? Che poi a pensarci bene di fiori ce ne mangiamo tanti… Oltre a quelli famosi delle zucchine, pensate a tutti i broccoli per esempio! Certo li mangiamo quando sono ancora ben chiusi in boccio ma comunque si tratta di cime fiorite.  È che i fiori di sambuco hanno quel profumo così dolce e fresco di primavera… Profumo che tra l’altro conservano anche da cotti!  A me fa pensare tanto a qualcosa di esotico, a quei “mangiatori di Loto” di qualche lido remoto che Ulisse incontra nel suo viaggio.

Per friggerli come si deve tralasciate tutti gli ingredienti che si suggeriscono in giro. Servono due cose: farina e acqua, meglio se frizzante.

Si prepara una pastella leggera: qualche cucchiaio di farina, un pizzico di sale e acqua quanto basta per ottenere una consistenza fluida ma non troppo liquida. Poi si prendono i fiori dal gambo e si “sporcano” appena nella pastella, scrollando l’eccesso. Poi alla stessa maniera si passano nell’olio bollente. Non servono arnesi strani per manovrarli, bastano le mani e un po’ di attenzione.

Quando sono ben dorati si tirano su (sempre prendendoli dal gambo) e si tamponano delicatamente su della carta per assorbire l’olio in eccesso.  Vanno serviti subito, caldi e croccanti. Hanno una fragranza così particolare! Sono ottimi sia dolci che salati, con un pizzico di sale oppure con un filo di miele.

A volte capita che qualche fiorellino sfugga alla pastella e friggendosi si rigonfi tutto, diventando trasparente, come fosse di vetro.  È magia! Io amo tutta questa magia!

Vi invito a provare questa ricetta. È davvero semplice, veloce e dal risultato ad effetto. Andate a fare una passeggiata, lontano dalle strade trafficate. Seguite il profumo, seguite le api, vi condurranno al mondo selvatico dal quale proveniamo e vi troverete piacevolmente sorpresi del senso di pace che proverete, anzi, vi ri-troverete e vi sentirete appagati. Ve lo assicuro!

Farideh

By Farideh

Previous

Next