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La Merenda in Serra – Anguria da bere e sciroppo di Timo & Limone

Ed eccoci qua, “BotaniColore two days after”, per il resoconto, gli auspici ed i ringraziamenti. Devo dire che è stata una bellissima giornata: piena di sole, fiori, profumi ed amici. È incominciata presto, è stata impegnativa a tratti e ce la siamo goduta tutta per intero! I quadri di Matteo facevano un figurone in mezzo a tutti quei fiori; ogni volta che se ne sistemava uno era come aggiungere una pennellata in più e alla fine sembrava di stare noi stessi in un quadro! Un’atmosfera veramente piacevole, “piena di buoni flussi di energia e vibrazioni positive dell’anima” direbbe Matteo.

 

Ci sono passati a trovare tanti amici e ne abbiamo trovati di nuovi. Dopo una mattinata di via vai lungo corridoi fioriti, si è speso un tranquillo pomeriggio nella serra, tra chiacchiere, torte e bevande rinfrescanti. Da replicare, pare. A settembre, dicono!

Ebbene si! Mi sono guadagnata la serra. Luogo affascinante, misterioso, vittoriano… Siete mai stati in quella del Giardino Botanico di Parigi? Una giungla! Una volta sconfinata, come una cattedrale del verde. Un luogo sospeso la serra, senza tempo. Pervaso da quel sentore di esotismo, di umidità, di sempre-verdi, di piante che arrivano da posti lontani e sconosciuti.

Eravamo andate a dare un’ultima occhiata al vivaio, io e Lucia, nel tardo pomeriggio, per farci un quadro finale della situazione. Era martedì pomeriggio, un martedì pieno di cose da fare, caldo-afoso. Poi sono entrata nella serra. Ci si aspetta sempre di trovare quell’aria calda e satura d’umidità nelle serre, e invece no. Era fresco, più fresco che all’esterno; ventilato, rigoglioso, e ho detto “Qui! Io qui per favore! Posso farla qui la mia merenda?” In fondo una casetta per gli attrezzi in legno colorata, sulla finestrella la locandina della mostra e davanti il pezzo forte, una cosa che adoro da sempre: un vecchio tavolo da lavoro di falegnameria. Con la leva di metallo del morsetto laterale, la fossa raccogli trucioli con la scanalatura per pulirla bene, i cassetti, il vano inferiore con le assi, impolverato, sporco di colla e macchie di vernice, il legno usurato, bellissimo!  Già lo amavo, un colpo di fulmine! Poi ho chiesto a Renzo (il proprietario) e lui ha detto SI!

Quelle che ho proposto per la mia merenda sono ricette semplici, che vi darò un po’ alla volta durante questo Giugno che sa già d’estate.  Inizierò dalle bevande, poco dispendiose perché a base d’acqua, dal risultato scenografico e gustoso, sicuramente molto dissetanti, inevitabilmente estive!

Gli Sciroppi

Di base lo sciroppo è una soluzione satura di acqua e zucchero che si fa ridurre in cottura fino ad ottenere un liquido dalla consistenza piuttosto densa, che si può aromatizzare con frutta, erbe, spezie o essenze. Si tratta quindi di un concentrato che può essere conservato a lungo data l’alta quantità di zucchero al suo interno che, come il sale, il miele, l’aceto, è un conservante naturale.  Il rapporto da seguire di norma è 1:1, cioè a tanta acqua unire pari quantità di zucchero, portare ad ebollizione e far bollire per almeno una decina di minuti, o verificarne il processo facendo la prova del cucchiaino (come per la marmellata).

Usando lo zucchero grezzo di canna come faccio io, la consistenza sarà comunque sempre più fluida, perché non essendo uno zucchero raffinato e depauperato, conserva parte della sua umidità.

Spesso però, come per le conserve di frutta, uso meno zucchero del dovuto, il risultato in realtà non cambia molto: lo sciroppo sarà leggermente più fluido e bisognerà conservarlo in frigo una volta aperto, cercando di consumarlo in circa un mese.

Per quanto riguarda gli sciroppi a base di frutta, bisogna usare qualche accorgimento in più, per conservare al meglio tutto il sapore e la freschezza e ovviamente vanno consumati entro poco tempo.

Sciroppo di Anguria e Basilico

Lo chiamiamo sciroppo per semplificare ed indicare comunque un concentrato che va diluito in acqua ma secondo me, per quanto riguarda quelli a base di frutta fresca, sarebbe più corretto chiamarli riduzione. 

Io ho dovuto prepararlo in quantità vista l’occasione, quindi non vi darò le dosi ma vi spiegherò il procedimento, riapplicabile a qualsiasi altra tipologia di frutta.

Prendete un’anguria bella matura (o una porzione), possibilmente maturata nei suoi tempi e al sole, possibilmente sul litorale laziale (eh eh!), tagliatela e privatela dei semi. Poi mettetela nel frullatore (o robottino con lama ad elica) e riempitelo per metà con dell’acqua, aggiungete una presa di sale e frullate, a circa metà del procedimento aggiungete qualche foglia di basilico (non da subito altrimenti con il surriscaldarsi delle lame ossiderebbe). Dico qualche perché io vado a gusto e se sento che è ancora troppo delicato si fa sempre in tempo ad aggiungerne dell’altro.  Lasciate il tutto insaporire per una mezz’ora poi filtrate con un passino. Il composto ottenuto andrà adesso pesato sulla bilancia in modo da poter aggiungere 1/3 del suo peso di zucchero ed il succo di mezzo limone. Versate tutto in un tegame e portate ad ebollizione.

Le riduzioni di frutta fresca non vanno fatte bollire a lungo, perché si rischia di alterarne gusto e colore, oltre a perdere del tutto le proprietà. Per questo vanno conservate da subito in frigorifero e consumate entro breve tempo.

Appena spengo la fiamma di solito metto qualche altra foglia di basilico e copro lasciandole in infusione finché il tutto non raffredda.

Ora è pronto da diluire con tanta acqua fresca a gusto personale, se volete potete aggiungere dell’anguria tagliata a cubotti e congelata come ho fatto io oppure del ghiaccio, qualche fetta di limone e foglie fresche di basilico e servire, godendone insieme a tanti amici all’aria tiepida d’inizio estate.

 

Sciroppo Limone & Timo

Questo é più propriamente uno sciroppo. Io ho comunque messo meno zucchero, usando il rapporto 1:1/2 (cioè per un volume d’acqua ho aggiunto la metà dello stesso volume di zucchero). Ho portato ad ebollizione e fatto bollire per circa 10 minuti. Ho quindi aggiunto la scorza grattugiata di limone, il succo e qualche rametto di timo (per circa 1/2 litro di sciroppo: 2 cucchiaini colmi di scorza grattugiata grossa, il succo di un limone e 7-8 rametti di timo fresco). Ho spento la fiamma e coperto, lasciando in infusione per tutta la notte. Il mattino dopo ho filtrato con cura e imbottigliato lo sciroppo pronto all’uso.

Per garantire una conservazione a lungo termine, una volta filtrato, lo sciroppo può essere riportato a punto di bollore e versato in un contenitore sterilizzato, ben chiuso e riposto capovolto finché non raffredda. A quel punto potrà essere conservato al buio fino ad un anno.

By Farideh

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