Never Say Cooking è per ora un Blog personale, un po’ spaesato ma pieno di aspirazione.

Vuole essere snodo di una ben più ampia rete di persone e realtà, già esistenti o appena nate, che ogni giorno danno il loro contributo affinché ci sia una maggior consapevolezza dell’incidenza che il nostro stile di vita ha sull’ambiente.

Il ritorno all’agricoltura e soprattutto all’auto produzione secondo modalità favorevoli al mantenimento se non proprio all’incremento della biodiversità, la riduzione dei consumi attraverso l’impiego di sistemi alternativi, la riduzione e la riconversione dei materiali di scarto mediante il riciclo e tecnologie innovative, un ritorno generale alla tradizione sia nelle colture sia in cucina, la riscoperta di una manualità antica e radicata, propria del genere umano, sono tutti fattori che sono convinta ci aiuteranno a recuperare almeno in parte l’equilibrio e la bellezza del grande sistema di cui facciamo parte e per il quale (come tutto il resto) siamo fondamentali.

Tanti la chiamano “decrescita”, altri dicono che l’uomo di oggi ha la necessità di disimparare, uscendo dagli schemi di una società che lo ha denaturato e allontanato dal suo elemento primario.

Io dico che si tratta semplicemente di un percorso, che senz’altro ci ha condotto allo stremo di circostanze a volte irrecuperabili: siamo artefici dei più grandi disastri ambientali, stiamo rischiando la perdita di una specie necessaria come quella delle api, abbiamo compromesso l’equilibrio di sistemi millenari e perso definitivamente risorse preziosissime. Tutto vero, tutto reale e sconcertante ma come tutte le creature che la abitano, la Terra ha un inesauribile potenziale. Ora chiamatemi idealista o sognatrice (e che male ci sarebbe poi?) ma ci sono tantissime piccole e grandi comunità, a volte singoli individui che s’impegnano su  più fronti e che giorno dopo giorno accumulano le loro esperienze e i frutti del loro lavoro dando piena fiducia a quella forza innata che la Terra ha di rigenerarsi, di adattarsi, riconvertirsi e curare se stessa. Siamo in tanti ad aver capito che danneggiare la fonte del proprio nutrimento e quindi della propria esistenza equivale a danneggiare noi stessi.

Non si tratta di disimparare, si tratta di ricordare ed aggiustare il tiro. Le tradizioni, i materiali che usavamo, come li producevamo e in che modo li ricavavamo, quello che si coltivava e la maniera in cui si cucinava o conservava sono propri dell’identità di ciascun luogo e della comunità che lo abitava. Lo studio e il recupero della memoria storica delle realtà contadine (perché quello eravamo e da lì si mangiava, piantando monete non crescono alberi..) e il reimpiego di sistemi funzionali e collaudati nel rispetto dei processi naturali propri di una determinata area, attraverso l’aiuto della tecnologia e delle conoscenze moderne non possono che essere un ottimo punto di partenza. Non dobbiamo demonizzare e gettar via tutto quello che abbiamo imparato finora, sopratutto dagli errori! Il processo di sviluppo tecnologico del nostro tempo è inarrestabile, esattamente come lo è sempre stato, è la condizione mentale e l’intenzione con cui adoperiamo questi strumenti, che li rendono dannosi oppure estremamente funzionali.

Io nel mio piccolo m’impegnerò ad utilizzare NeverSayCooking come lo strumento che mi darà la possibilità di raggiungere quante più persone possibili. Per condividere con loro le mie esperienze e le mie conoscenze, per imparare a mia volta e ricondividere con gli altri, per informare e ricevere informazioni preziose, per essere un punto d’appoggio per un network meritevole di grande espansione, per conoscere ed incontrare nuove persone e nuove realtà e se ci riesco.. per ispirare a mia volta qualcuno.  Per fare comunità insomma e sostenerci a vicenda, anche con un semplice passa-parola.  Perché è l’unico modo, a mio avviso, di recuperare la nostra identità e quindi la nostra consapevolezza.

 

Farideh

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