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Scones! Mirtilli arancia e rosmarino

Di solito prima scrivo, poi metto le foto.  Sta volta ho messo le foto, le ho guardate e ci ho scritto intorno.  Qualcuno mi ha detto di non preoccuparmi, che le mie foto parlano da sole.  E io mi sono detta che non c’è sempre una storia da raccontare, considerazioni da fare…  Che è bello a volte lasciare il timone e stare ad ascoltare quello che il cuore e la mente sommessamente dicono, mentre gli occhi stanno a guardare.

Sorrido mentre penso che ognuno di voi che leggerà si sentirà dire una storia diversa. Sorrido perché una piccola conquista, un risvegliare bei pensieri, un fiorire di bellezza, una nenia dolce, un profumo buono.

Certe volte, quando c’è quel vento sottile che smuove appena le foglie, che quando passa loro sembrano seguirlo come un’eco, come qualcuno che non ne ha avuto abbastanza, quelle volte, mi piace mettere il viso tra le foglie e lasciarmi accarezzare, come da tante piccole mani gentili, che sanno di fresco.

Questa ricetta l’ho fatta qualche anno fa, ma dev’essere stato di questo periodo. Posso dirlo con sicurezza perché le foglie di forsythia hanno adesso le stesse sfumature. Sfumature che s’incendiano quando il sole basso scavalca il muro di confine e le illumina dei suoi raggi più caldi. Sfumature che sembrano pennellate di Mastro Autunno se fosse un pittore.

Ma forse lo è.

Scones

Quella degli scones è una ricetta tradizionale, solo che la tradizione non è la nostra ma quella anglosassone, e molto probabilmente la sua origine è scozzese e molto probabilmente il nome è di derivazione germanica, però una certezza c’è, anzi due, sono semplici e buonissimi!  Sono semplici come tutte le ricette della tradizione contadina, ingredienti poveri, quelli di cui si aveva maggior disponibilità e due strumenti fondamentali: le mani.

Si tratta di una specie di pane veloce, messo sù con poco e cotto già sporzionato.  Ha una consistenza tutta sua, nulla a che fare con quella del pane che intendiamo. Assomiglia più ad un biscottone, morbido e “sbrisolone”. Originariamente avrà sicuramente avuto un gusto piuttosto neutro e veniva cotto su lastre di ferro messe a scaldare sul fuoco vivo.  Pare però che dopo esser entrato nelle grazie di una duchessa inglese sia diventato protagonista indiscusso dei famosi té pomeridiani, entrando a far parte delle immancabili “tea-cakes” da trespolo sui tavolini corredati di mussola nei migliori salotti del Devonshire.  Si dice invece che Queen Victoria li gradisse accompagnati da clotted cream (che prima o poi mi scappa di farla) e marmellata di fragole.

I miei erano ai mirtilli, gli ultimi trovati (accuratamente lavati, asciugati e surgelati per una qualche occasione speciale), rosmarino e scorza d’arancia. In moltissime ricette trovo sempre i mirtilli abbinati con il limone, mentre a me sembra che la combinazione perfetta sia proprio con l’arancia, provate e fatemi sapere voi che ne pensate!

La farina è quella buona, che ha quel suo sapore deciso, che si sente il grano che profuma durante la cottura.  Le ho miscelate: integrale e setacciata (per dare una mano al lievito), poco zucchero, un pizzico di sale e un po’ di succo di limone che reagisce con il latte e insieme con il lievito, che con tutti questi aiuti farà un ottimo lavoro.

Ingredienti:      (per un panetto di circa 20cm di diametro)

270 gr di farina

50 gr  di zucchero grezzo di canna fine

1 cucchiaino  di lievito naturale

100 gr di burro

125 ml  di latte

60 ml  di succo di limone

un pizzico abbondante di sale

la scorza grattuggiata sottile di un’arancia

4 – 5   foglioline di rosmarino tritate fine

una manciata abbondante di mirtilli freschi

In caso di glassa:

2 cucchiai colmi di zucchero a velo

1/2 cucchiaio di succo di arancia

Procedimento:

Fondere in un pentolino il burro assieme al latte, toglierlo dal fuoco e lasciarlo stiepidire. In una ciotola abbastanza ampia da permettervi di impastarci dentro, unire la farina (io ho fatto metà e metà tra integrale e setacciata), lo zucchero, il lievito, il sale, il rosmarino tritato e la scorza grattugiata d’arancia, che come dico sempre, è meglio grattugiarla direttamente sopra l’impasto, così da non perdere nemmeno un goccio dei suoi preziosi oli essenziali. Miscelare bene tutto. A questo punto il succo di limone va versato nella mistura di latte e burro e insieme vanno versati nella ciotola con tutti gli altri ingredienti. A questo punto potete cominciare ad impastare. L’impasto sarà asciutto ma appiccicoso, quindi se non volete impiastricciarvi le dita (peccato!) vi conviene aiutarvi con una spatola o un cucchiaio di legno.  Non bisogna impastare a lungo, si tratta di una preparazione piuttosto rustica (o almeno a me piace pensarla così). Quando l’impasto vi sembrerà abbastanza omogeneo potete aggiungere i mirtilli e dare una rimestata veloce facendo attenzione a non schiacciarli. Quindi l’impasto va trasferito su una superficie infarinata per dargli la forma, io preferisco spolverare un po’ di farina su un foglio di carta forno e lavorare l’impasto direttamente lì, così da poterlo poi trasferire facilmente nella teglia.  Con l’aiuto delle mani va fatto un panetto rotondo e piuttosto spesso (lo stesso spessore che più o meno manterrà dopo la cottura) e con un coltello vanno incise le fette.

In realtà questa operazione deriva dal fatto che anticamente, dopo aver cotto parzialmente gli scones per intero, il panetto veniva sporzionato facilmente seguendo le guide dell’incisione e poi le fette venivano cotte di nuovo singolarmente.

C’è chi li cuoce già in fette separate mantenendo la classica forma triangolare e chi invece ne fa paninetti rotondi (simili ai biscuits americani) legati più alla tradizione dell’Afternoon tea e della sua pasticceria dolce-salata.

Buona merenda!

Farideh

By Farideh

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