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Tortine di Primavera

Ed eccola qui di nuovo!

Col suo Zefiro dolce, i suoi toni pastello, con quella sua luce caparbia che ti s’infila negli occhi al mattino e sembra dirti: “Che fai ancora lì? Basta poltrire! È pieno di cose da fare qui fuori! Hai idea di quanto abbiano già lavorato le api?!”  Così finisce che non la si può ignorare, in fondo viene solo una volta l’anno e quando arriva tutti si mettono in moto ed è una gran festa.

Così anch’io esco a dare il mio contributo, benchè ancora presto ci sono già uova da prendere e ramaglie da sgombrare. Lì dove il sole è rimasto nascosto dal muretto, l’erba giovane è ancora tutta bagnata di rugiada e tra le goccioline si confondono tanti puntini azzurri.

Piccoli e fitti sulla cima dei loro steli sottili, sembrano quasi sorridere uno stuolo di nontiscordardimè e intanto alle mie spalle un gran ronzio di operaie si muove disordinato sul rosmarino strisciante, pieno pieno di fiori che sembra un palazzo reale. L’aria è piena di profumi. La mimosa che è ormai alla fine, sprigiona un odore più dolce del solito; poi ci sono le bulbose dell’aiuola nell’angolo, giacinti e narcisi che sembrano prendersi tutto il sole con quell’aria un po’ snob che sanno di avere. Piccini piccine, vicino alle scale, in quella mezz’ombra un po’ cupa, si affacciano le mammole, con quei loro visetti curiosi su colli slanciati e quell’odore un po’ acre da vecchia signora.

Così raccolgo un mazzetto di ognuno (non troppi che poi mi sento in colpa…) e mi allontano da tutto quell’affaccendarsi d’insetti. Me ne torno in casa, metto i fiori in acqua e me ne resto un po’ a guardare come la luce entra dalle finestre, cercando un bel punto dove piazzare il bicchiere. Mi piace tanto osservare la trasparenza degli steli nell’acqua quando il vetro dei vasi è investito da un raggio di sole e sembra una lente.

È una di quelle giornate in cui ad un certo punto del pomeriggio, quando il sole s’inclina ed è tutto cosparso di quell’aria azzurrina, ti aspetti che qualcuno si presenti per una bella merenda, di quelle “confortevoli”, in cui prima si affondano i denti in qualcosa di soffice e poi s’incontra qualcosa di croccante e burroso. Eh sì, a me piace il burro, e la panna, mi fanno ricordare quando ero bambina e in estate si andava in vacanza sulle Alpi. Ogni volta in un posto diverso, a colazione però c’erano sempre loro: un panetto di burro che profumava di fieno e casetta di legno, pane fresco e mio padre che univa le cose. Mi ricordo quando me lo preparava, pane, burro e miele e me lo allungava divertito da quel mio essere goffa e rotonda, piena di gioia per quel gesto.

Così, per coccolarmi un po’ alla stessa maniera, ho affinato una frolla basica (utilizzabile per qualsiasi preparazione) che risulta dorata e profumata, con una generosa dose di burro fresco. Da farcire poi con quello che più ci piace, in questo caso la mia “famosa” crema alla vaniglia: piuttosto soda e molto versatile, dal gusto fresco e delicato. Così oggi preparo le Tortine di Primavera: dei cestini di pasta frolla farciti di crema alla vaniglia, che ho decorato con i fiori raccolti brinati di zucchero.

 

Tortine di Primavera

– Cestini di Frolla con Crema alla Vaniglia –

Pasta Frolla

Ingredienti:  (circa 6 tortine)

300 gr   farina di tipo 1 setacciata

230 gr   burro fresco

160 gr   zucchero grezzo di canna

2        tuorli d’uovo freschi

1/2      baccello di vaniglia

un pizzico di sale

Procedimento:

Per prima cosa bisogna sbriciolare il burro freddo con la farina, lavorando velocemente con la punta delle dita o aiutandosi con un coltello. L’ideale sarebbe avere le dita freddissime o comunque cercare di toccare il burro il meno possibile per non farlo ammorbidire troppo. Si può ovviare facilmente a questo problema riponendo in frigo il tutto prima di continuare con gli atri ingredienti oppure aiutandosi con un robottino da cucina o un tritatutto con la lama in plastica.

Dopo aver ottenuto un impasto “sbrisolone” con pezzetti di piccole dimensioni, si dispone tutto a fontana aggiungendo nel centro prima lo zucchero con un pizzico di sale e poi i due tuorli e i semi di vaniglia (che a seconda della farcitura può essere sostituita da scorza di limone o arancia e una spezia ecc.). Si rompono i tuorli con una forchetta e si inizia a sbatterli con attenzione assieme allo zucchero, poi poco a poco si raccolgono burro e farina dai bordi fino ad amalgamare bene il tutto, a questo punto si può cominciare ad impastare con le mani, con energia e sempre molto velocemente. Ottenuto un panetto, prima di poterlo stendere e dargli forma, va risposto in frigo a rassodare per almeno mezz’ora. Dopodichè sarà pronto per essere modellato come preferiamo.

A piacere si può stendere la frolla (aggiungendo un po’ di farina per impedire che si attacchi) in una sfoglia spessa dai 5 ai 7 mm oppure prelevare una porzione d’impasto e schiacciarla con le dita o il fondo liscio di un bicchierino direttamente all’interno degli stampini. Per evitare che si gonfi, il fondo va forato con una forchetta, per permettere all’aria di passare durante la cottura. E poi c’è sempre il vecchio metodo dei fagioli secchi o del riso, adagiato sull’impasto con un po’ di carta forno.

I gusci vanno cotti in forno a 180/190°C finchè i bordi non risultano dorati, a quel punto si rimuovono i pesi dagli stampini e si lasciano asciugare nel forno spento ma ancora ben caldo.

Una volta raffreddati risulteranno fragranti e croccanti. Pronti ad essere farciti con quello che si vuole. In fondo sono un po’ come dei biscotti e possono essere conservati per qualche settimana riponendoli in una latta o un barattolo ben sigillato.

Crema alla Vaniglia

Ingredienti:  (circa 500 ml di crema)

4   tuorli d’uovo freschi

4   cucchiai colmi di zucchero grezzo di canna

2   cucchiai rasi di amido di mais

250 ml di latte fresco intero

250 ml di panna fresca

1   baccello di vaniglia (semi + baccello)

un pizzico di sale

Procedimento:

Questa crema non saprei bene come definirla… È un po’ inglese e un po’ pasticcera, sicuramente pasticciona! Ha sempre avuto un grandissimo successo. L’ho preparata tantissime volte: a volte più soda, a volte più fluida, alcune volte addirittura da utilizzare come una salsa.  Mano a mano ho affinato un procedimento che adesso mi garantisce un risultato più o meno sempre uguale ma basta cambiare con criterio alcune dosi ed avere un paio di accorgimenti sul metodo di preparazione, per ottenere tutte le varianti che si desiderano.

Per prima cosa vanno montati i tuorli a bagnomaria assieme a zucchero, amido di mais, i semi di vaniglia e un pizzico di sale. In un contenitore dal fondo stondato (preferibilmente di vetro o acciaio) riduciamo tutti gli ingredienti in una crema liscia con l’aiuto di una frusta. Dopodiché procediamo con il bagnomaria facendo attenzione che il fondo del recipiente non sia direttamente a contatto con l’acqua. A questo punto si lavora il composto energicamente per alcuni minuti, finchè non risulta sodo e spumoso (come uno Zabaglione). Nel frattempo in un pentolino si scaldano panna e latte assieme al baccello svuotato di vaniglia.  Arrivati appena a bollore si uniscono gradualmente alla spuma di uova, mescolando bene di volta in volta per stemperare ed impedire che si raggrumi.

A questo punto il passaggio finale: ributtare tutto in pentola e cuocere su fiamma medio-bassa, mescolando con la frusta o una spatola finché la crema non riprende a bollire e comincia a rassodare. Per far si che una volta fredda risulti bella soda, bisogna farla cuocere per qualche minuto in più, lasciarla poi raffreddare mescolandola di tanto in tanto e riporla in frigorifero. Anche lei può essere tranquillamente conservata per alcuni giorni in un contenitore ben chiuso.

Ora si possono farcire le tortine con la crema ed aggiungerci frutta fresca oppure cotta, pezzetti di cioccolata o una semplice spolverata di zucchero. Godetevele!

Grazie!

Farideh

By Farideh

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