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La Tavola delle Feste

In ottemperanza al decreto vigente sulle norme di sicurezza ed il distanziamento sociale: ho apparecchiato per sei.

Sei è un numero giusto per apparecchiare una tavola; non è un serpentone di origami di tovaglioli piegati a ripetizione (il che non t’invoglia per niente), ti puoi sbizzarrire senza rimanerci male perché “ah ma siamo solo quattro, allora non tiro fuori il servizio…”

Sei è un numero equilibrato di posti a tavola: i volumi sono ben calibrati, i pieni e i vuoti si intersecano armoniosamente, c’è il giusto spazio per un centrotavola che sia ben visibile senza rubare la scena. È un numero a cui ti fa piacere dedicare le giuste attenzioni, con cura per i dettagli, non sono troppi da farti arrendere né troppo pochi da farti demordere.

Comunque, se il numero dei commensali dovesse essere superiore, nulla ci vieta di apparecchiare sei posti per volta (AHAH!)

La chiave è (come sempre) restare semplici, nella disposizione, nella scelta dei materiali, degli accostamenti cromatici, nel numero di piatti, posate e bicchieri da utilizzare (!!!). Instagram e pinterest ci offrono un’infinità di idee, trucchi e ispirazioni (e motivi per sentirci sopraffatti aggiungerei) in realtà basta avere qualche accortezza.

Punto numero uno, in particolare in un’annata come questa, ci vuole calore. Legno, corteccia, pigne, bacche, ciuffi rossicci di felci arboree, mele e piccoli fruttini colorati. Fatevi ispirare dalla natura, durante la stagione fredda lei sa come tenerci al caldo!

Io in particolare ho contrastato i toni freddi di piatti e tovaglia con le note aranciate degli agrumi (anche loro di stagione), lo spago di corda grezzo con cui ho blandamente annodato i tovaglioli contrasta e rende meno pretenzioso il filo d’oro a margine dei piatti.

Il centrotavola non è altro che una candela appoggiata su un piattino a cui ho sistemato tutt’intorno rami odorosi di cipresso di un bel verde intenso, qualche rametto di rosmarino di un verde più chiaro, qualche pignetta sistemata qua e là e dei rametti carichi di kumquat (mandarini cinesi), per riprendere il colore delle fette d’arancia essiccate con cui ho decorato i tovaioli.  Anche una combinazione di fronde d’abete e bacche rosse andrebbe benissimo, giocate con i colori che avete sulla tavola.  Non c’è bisogno di spugne o supporti articolati, tutte queste piante durano anche più di una settimana senz’acqua, se volete, per stabilizzarle basta legarle tra loro con un fil di ferro sottile o anche con dello spago. Se si vuole fare in modo di poterlo spostare al bisogno si può utilizzare un semplice vassoio come base.

Assieme alla candela ho sistemato delle lucine tutt’intorno ai rami; se si riesce a mantenere bassa l’illuminazione generale, aiutano a conferire alla tavolata un’atmosfera intima e gioiosa, con quel non-so-ché di nordico. Per non parlare dello “sbrilluccichio” di bicchieri e ceramiche, sembra di sentire un tintinnio di campanelli in lontananza!

Insomma, il mio consiglio è di restare semplici, utilizzando e riadattando quello che già si ha e quello che la natura ci offre. Non ricorriamo alla plastica, soprattutto per le stoviglie, quest’anno siamo in pochi a tavola ma in generale cerchiamo di non utilizzarle più neanche in altre occasioni.

Se non abbiamo la possibilità di raccogliere rami, pigne, bacche o altri elementi naturali con cui decorare la tavola e la casa, allora rivolgiamoci ai fiorai e ai floral designer di zona. Un’altra soluzione, altamente riciclabile è quella di utilizzare elementi floreali essiccati (ultimamente se ne trovano tanti e vari in commercio, anche on-line) oppure possiamo essiccarli noi stessi, magari dopo averli utilizzati freschi quest’anno, sul web si trovano milioni di guide e tutorial su come fare.

Se sono riuscita ad ispirarvi condividete una foto della vostra tavola e i vostri consigli su come renderla speciale utilizzando l’ashtag #neversaycooking

Grazie e buone Feste!

By Farideh

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